Moda

Uno dei simboli del made in Italy nel mondo, la moda anche a Venezia rappresenta fedelmente la tradizione manifatturiera artigiana. Tra calli e campielli è ancora possibile trovare laboratori dove si realizzano creazioni sartoriali dal taglio perfetto, o laboratori dove si realizzano calzature su misura o ancora atelier dove ammirare costumi d’epoca, abiti da cerimonia, da sera e da sposa corredati da tutti gli accessori. Infine ci sono negozi specializzati che hanno fatto della precisione nell’assemblaggio degli occhiali il loro punto di forza. E poi, pur tra mille problemi e difficoltà, non si può non ricordare la tradizione plurisecolare del merletto presente nell’isola di Burano.

Presso Confartigianato Venezia gli imprenditori del settore moda sono suddivisi in:

- Abbigliamento
- Calzaturieri
- Costumisti teatrali
- Lavanderie/Pulisecco e stirerie
- Ottici
- Pellettieri/Pellicciai
- Pizzi/Merletti
- Sarti
Download
9



News del settore

Tutte le news

  Il 4 Maggio ha un sapore particolare per la manifattura italiana; questa data indica, di fatto, il momento in cui le aziende possono iniziare a lavorare dopo il lungo periodo di lockdown. Ieri la nostra Regione ha emanato una nuova ordinanza che accelera nuovamente rispetto ad alcuni obblighi dettati dal DPCM del 26 Marzo, chiarendo alcune modalità di spostamento dei singoli individui sul territorio regionale e facendo ulteriore chiarezza sulle aperture delle attività produttive e commerciali consentite. Nello specifico l’ordinanza conferma: 1) che l’accesso agli esercizi commerciali avviene ad opera di un componente di ciascun nucleo familiare, salvo accompagnamento di minori di anni 14 o di persone non autosufficienti; 2) che il commercio con consegna a domicilio é sempre ammesso anche alle attività commerciali sospese, garantendo il distanziamento personale e con uso di mascherina e guanti da parte degli operatori; 3) che la vendita di cibo a domicilio è ammessa, con rispetto delle norme igienico-sanitarie; 4) che è consentita la vendita di cibo da asporto. Questo tipo di vendita però dovrà essere effettuata previa ordinazione on-line o telefonica, garantendo che gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati avvengano dilazionati nel tempo e comunque, negli spazi esterni anche di […]


Approfondisci

    Attenzione al Protocollo sicurezza: evitare documenti generici e parziali     Come già anticipato da Lunedì 4 maggio riparte tutto il settore delle costruzioni e del commercio all’ingrosso funzionale alle costruzioni. Inoltre, sempre a partire dallo scorso 27 aprile, sono ripartiti i lavori pubblici e le attività preparatorie funzionali a riavviare i cantieri e le attività edili private. Lo prevede il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio 26 aprile 2020 per la “Fase due” con le prima misure sull’allentamento del lockdown e le riaperture delle aziende. In realtà in Veneto già da Venerdì 24 pomeriggio, sulla base dell’Ordinanza regionale n. 42, è possibile operare all’interno dei cantieri con le manutenzioni. Nell’allegato 3 del decreto sono inserite le nuove attività con i relativi codici ATECO che, unitamente a quelle del precedente allegato 3 al DPCM 10 aprile 2020, non saranno più sospese a partire dal 4 maggio: tra queste, anche tutte quelle relative al comparto dell’edilizia, ovvero Costruzione di edifici (Ateco 41), Ingegneria civile (Ateco 42) e Lavori di costruzione specializzati (Ateco 43). Al comma 9 è precisato che “le imprese, che riprendono la loro attività a partire dal 4 maggio 2020, possono svolgere tutte le attività propedeutiche alla […]


Approfondisci

  Il Governo si dimentica di loro. Ma per la Regione dal 27 aprile possono lavorare nei cantieri. Niente da fare. Lunedì 4 maggio le imprese di restauro di beni culturali, secondo l’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio non potranno riprendere la propria attività. Inquadrate principalmente con il codice Ateco 90.03.02 (ricompreso nella famiglia delle “attività creative, artistiche e di intrattenimento”) non risultano presenti tra i comparti dell’edilizia e dei lavori manutentivi indicati nell’ultimo DPCM. Si tratta chiaramente di una svista colossale, come abbiamo fatto prontamente notare al Governo, dato che i restauratori sono del tutto equiparabili da un lato agli edili per l’attività che svolgono all’interno dei cantieri temporanei e dall’altro ai restauratori artigiani per l’attività all’interno dei laboratori. La questione è ancora più paradossale se si pensa che nella nostra Regione sulla base dell’ultima Ordinanza (n. 42 del 24/04/20) dalle ore 15.00 di Venerdì 24 aprile i restauratori lapidei, al pari degli edili, dei dipintori e dei finitori edili, dei terrazzieri, dei marmisti, possono tranquillamente operare su edifici esistenti con interventi di manutenzione sia ordinaria e che straordinaria. Chi seguire allora? La Regione o il Governo? Continuare a lavorare nel rispetto dell’Ordinanza o stare fermi e attendere fino […]


Approfondisci
NOT_FOUND