Un provvedimento di portata storica fortemente voluto da Confartigianato a garanzia delle imprese regolari
Entra in vigore la legge n. 34/2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 23 marzo 2026, che da avvio all’art. 18 della legge n. 180/2011 che prevede la presentazione, entro il 30 giugno di ogni anno, di un disegno di legge annuale per la tutela e lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese
Con l’entrata in vigore delle disposizioni previste dall’articolo 16 della Legge 34 dell’11 marzo 2026, a partire da oggi sarà vietato per le imprese utilizzare riferimenti all’artigianato senza essere regolarmente iscritte all’albo delle imprese artigiane.
La norma stabilisce che nessuna azienda potrà richiamarsi all’artigianalità nella propria denominazione, nel marchio o nella promozione dei prodotti e servizi se non produce direttamente quanto dichiarato e se non è iscritta all’apposito registro. Il divieto si estende anche a consorzi e società consortili non presenti nella sezione dedicata dell’albo.
Quando un prodotto può essere definito artigianale?
In termini pratici, un prodotto potrà essere definito “artigianale” solo se realizzato da imprese formalmente riconosciute come tali, ponendo così un argine a pratiche ritenute scorrette.
Per garantire che la legge non resti lettera morta, il legislatore ha introdotto un regime sanzionatorio estremamente severo, pensato per scoraggiare qualsiasi tentativo di abuso.
A quanto ammontano le sanzioni?
Le violazioni saranno punite con sanzioni pari all’1% del fatturato aziendale, con un minimo di 25.000 euro per ogni infrazione.
Per Venezia si tratta di un passaggio cruciale. L’abuso del termine “artigianale”, soprattutto nei circuiti turistico-commerciali, ha alimentato concorrenza sleale e compromesso la riconoscibilità delle produzioni autentiche. Questa norma interviene finalmente in modo chiaro, restituendo valore e credibilità al vero artigianato veneziano.
Ora il punto decisivo è l’applicazione. Senza controlli efficaci, il rischio è che la norma resti sulla carta.
Per questo Confartigianato Venezia è già intervenuta presso il Comune, chiedendo l’attivazione di verifiche puntuali e continuative, in particolare nelle aree a maggiore afflusso turistico.
L’obiettivo è chiaro: garantire regole uguali per tutti e tutelare concretamente le imprese artigiane che operano correttamente.
L’Ufficio Categorie (tel. 041 5299270 – ufficio.categorie@artigianivenezia,it) resta a disposizione per ogni chiarimento.
