#coronavirusminutoperminuto I Attività di manutenzione del verde e vendita di prodotti florovivaistici

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COVID-19
Attività di manutenzione del verde e vendita di prodotti florovivaistici
Ordinanze del Presidente della Giunta Regionale n. 37 del 3 aprile 2020 e n. 38 del 4 aprile 2020

GIARDINIERI

Come è noto le recenti disposizioni in materia di gestione dell’emergenza da coronavirus, vietano le attività di realizzazione e manutenzione del verde. Il codice ATECO 81.30 (cura e manutenzione del paesaggio inclusi parchi, giardini e aiuole) non risulta infatti inserito negli allegati del DPCM 22 marzo 2020 e del DM 25 marzo 2020. La categoria con grande senso di responsabilità ha da subito seguito le indicazioni governative soprattutto per la tutela della salute dei propri committenti e dei propri collaboratori, cessando ogni attività.

Ciò premesso, per il tramite della nostra Organizzazione nazionale, ci siamo attivati formalmente per segnalare al Ministero dello Sviluppo Economico l’opportunità di riprendere al più presto l’attività di manutenzione del verde (sia nel pubblico che nel privato), sussistendo la possibilità che a breve si presentino problemi legati alla sicurezza e all’igiene pubblica.

Ricordiamo inoltre, sempre con il fine di tutelare i cittadini, che gli unici operatori che possono eseguire operazioni di manutenzione del verde pubblico e privato, sono quelli in possesso dei requisiti previsti dalla Legge 154/2016.

La Regione Veneto lo scorso 3 e 4 aprile ha approvato due ordinanze che hanno introdotto la possibilità di eseguire lavori di manutenzione del verde in alcuni limitatissimi casi. A riguardo citiamo di seguito, a titolo esemplificativo, una seri di problemi oggettivi che possono verificarsi a causa dello stop delle attività di manutenzione del verde e che potrebbero giustificare l’intervento degli operatori:

– Problemi di pubblica sicurezza – pensiamo al solo sfalcio dell’erba lungo le strade, erba che in questo periodo ha ripreso a crescere velocemente e che rischia, se non tagliata, di limitare la visibilità ad esempio nelle rotonde, incroci, etc con aumento del rischio incidenti, sebbene la circolazione delle auto sia oggi limitata

– Problemi di carattere sanitario – pensiamo a quelle aree urbane o extraurbane, dove la mancanza di cura del verde può portare alla presenza incontrollata di topi o altri animali dannosi

– Problemi legati alla possibile propagazione di malattie parassitarie, ad esempio in aree di pregio, quali ville storiche o parchi pubblici, ma non solo, dov’è necessario intervenire urgentemente con trattamenti specifici da eseguirsi proprio in questo periodo.

– Lavorazioni di manutenzione ordinaria o straordinaria legata ad alberi sulle pubbliche strade o nelle vicinanze di linee elettriche o telefoniche.
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FIORISTI

Per quanto riguarda i fioristi, confermata la chiusura degli esercizi, è ammessa la sola attività di consegna a domicilio di piante e fiori oltre che di prodotti specializzati nel rispetto ovviamente di tutte le prescrizioni igienico-sanitarie in vigore. Chi effettua la consegna dovrà inoltre avere con sè la specifica autocertificazione ministeriale che consente gli spostamenti per motivi di lavoro.
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Riportiamo infine di seguito un parere legale espresso dalla nostra Organizzazione regionale in merito alle due ordinanze regionali, allo scopo di evitare problemi in sede di eventuali controlli.

Attività di manutenzione del verde. Parere legale

Come noto, il D.P.C.M. 22/03/2020 e la successiva modifica apportata dal decreto del Mi.S.E. del 25/03/2020 dispongono la sospensione di tutte le attività produttive industriali e commerciali con eccezione di quelle indicate nell’allegato 1; tra queste non rientra il codice ATECO 81.30 (“cura e manutenzione del paesaggio inclusi parchi, giardini e aiuole”), per cui la manutenzione del verde risulta rientrare tra quelle sospese.
Tuttavia, il menzionato D.P.C.M. ha anche stabilito che sono sempre consentite le attività funzionali a garantire la continuità dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali (lett. e, comma 1, D.P.C.M. 22/03/2020), sulla base di quanto disposto dalla legge 12/06/1990 n. 146.

Nella Regione del Veneto, per quanto concerne le attività di manutenzione del verde sono intervenute due successive Ordinanze del Presidente della Giunta Regionale:
1) ordinanza n. 37 del 3/04/2020, che alla lettera b) del punto 3 ha previsto quanto segue: “potrà essere effettuata l’attività di manutenzione aree verdi e naturali pubbliche e private per interventi di urgenza finalizzati alla prevenzione di danni all’incolumità personale e al patrimonio arboreo e naturale, ivi comprese esemplificativamente le aree turistiche”, nonché la successiva
2) ordinanza n. 38 del 4/04/2020, la quale al punto 3 contiene l’ulteriore specifica: “l’attività di manutenzione del verde è ammessa su aree pubbliche e private”. 05/04/20
Allo stato attuale, da combinato disposto delle disposizioni nazionali e regionali della Regione Veneto, sono quindi impedite le attività di manutenzione del verde, salvo “per interventi di urgenza finalizzati alla prevenzione di danni all’incolumità personale e al patrimonio arboreo e naturale”, sia “su aree pubbliche” che “private” (normativa regionale), qualora siano coinvolti “la tutela della vita, della salute, della libertà e della sicurezza della persona, dell’ambiente e del patrimonio storico-artistico” (ai sensi dell’art. 1 legge 146/1990, come richiamata dalla lett. e) del D.P.C.M. 22/03/2020), nei quali casi le attività possono essere realizzate.

Pertanto, si reputa potersi considerare come essenziale la manutenzione del verde, in casi eccezionali, che possono prevedere a titolo meramente esemplificativo:
a) l’abbattimento o la potatura di alberi o rami che possano mettere a rischio l’incolumità di persone, cose o manufatti, in caso di pericolo di caduta;
b) la rimozione di alberi caduti sul sedime stradale o che ostruiscano corsi d’acqua;
c) gli interventi urgenti di manutenzione su alberi censiti come monumentali ai sensi della legge 14/01/2013, n. 10 (Norme per lo sviluppo di spazi verdi urbani).

Qualora sussistano le suddette improrogabili motivazioni per effettuare interventi di manutenzione del verde, l’impresa incaricata dovrà effettuare una comunicazione al Prefetto della Provincia dove è ubicata l’attività produttiva, indicando specificatamente i committenti o le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite; il Prefetto, qualora ritenga insussistenti le condizioni di svolgimento dell’attività, potrà disporne la sospensione; in ogni caso, fino all’adozione del provvedimento Prefettizio di sospensione dell’attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa (lett. d, comma 1, D.P.C.M. 22/03/2020