Demolita la richiesta di arretrati da parte del Magistrato alle Acque: alla fine quasi tutti i concessionari possono tirare un sospiro di sollievo

29 Apr 2014

Neppure otto mesi fa, infatti, più di duemila concessionari veneziani di uno spazio acqueo avevano ricevuto la richiesta dei cosiddetti ‘canoni arretrati’ da parte del Magistrato alle Acque: veniva intimato nel vero senso della parola di versare nelle casse dello stesso istituto chi 600 euro, chi 1000 altri addirittura 2000 euro. La cosa particolarmente fastidiosa, oltre agli importi per molti proibitivi (pensionati su tutti), il fatto che l’errore non era imputabile ai concessionari ma allo stesso Magistrato Alle Acque.    

Come noto la scrivente ha deciso di seguire attentamente la questione perché non potevamo non dare assistenza ai nostri tanti artigiani titolari di un posto barca; poi si è sembrato opportuno dare voce e assistenza anche ai tanti privati che vivevano la stessa situazione.    

Grazie alla collaborazione degli Avvocati Francesco Versace e Jacopo Molina è stato studiato attentamente il caso (tutt’altro che semplice!), sono stati organizzati incontri sul territorio e fatto il possibile per indirizzare il Magistrato Alle Acque verso una soluzione ‘indolore’. E così è avvenuto dal momento che i tecnici del Magistrato Alle Acque, una volta resisi conto del problema e dell'enorme danno che stavano arrecando a molti concessionari veneziani, hanno avuto un ruolo primario nel proporre e seguire l'iter legislativo per inserire, grazie anche all'azione compatta dei parlamentari veneziani, il comma 734 dell’art. 1 della l. 147/2013 (Patto di stabilità). Tale disposizione prevede una sorta di sanatoria per le concessioni antecedenti all’anno 2009 (in pratica sono dovuti solo gli adeguamenti ISTAT sul canone pattuito) e rimanda al 30 giugno 2014 il calcolo del canone – individuato tramite specifico provvedimento pubblicato in questi giorni sul sito del Magistrato alle Acque – per le concessioni rilasciate dopo il 31.12.2009.