Autoriparazione

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Rientrano nell’attività di autoriparazione tutti gli interventi di sostituzione, modifica e ripristino di qualsiasi componente dei veicoli e dei complessi di veicoli a motore, nonché l’installazione, sugli stessi veicoli, di impianti e componenti fissi.

L’Italia dei motori è in buone mani. Dalle auto ai camion alle moto, nessun veicolo sfugge all’abilità e all’innovazione tecnologica degli artigiani dell’autoriparazione.

Presso Confartigianato Venezia, per quanto gli operatori non siano particolarmente numerosi e inevitabilmente operano quasi esclusivamente al Lido di Venezia e nel litorale di Cavallino Treporti, il settore dell'autoriparazione è suddiviso in:

- Meccatronica
- Carrozzeria
- Revisione Veicoli
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ANALISI DEL COMPORTAMENTO NEL TEMPO, DEI MUTAMENTI INDOTTI DAGLI INTERVENTI, PROPOSTA DI INDIRIZZI PROGETTUALI Nel centro storico di Venezia, costituito da 20.000 edifici di antica origine a carattere monumentale o di tessuto urbano, il carattere dei fronti rappresenta una delle principali risorse culturali e turistiche, dunque anche economiche. Questo carattere è in gran parte correlato alla qualità delle superfici, sia murarie che intonacate, che sono sottoposte principalmente a due tipi di dinamiche di mutamento interagenti, che producono modifiche, sia fisiche che figurative. Da un lato il degrado che, a Venezia, comporta peculiari fenomenologie e assume altrettanto specifiche localizzazioni. In particolare, il problema dell’umidità di risalita coinvolge soprattutto la parte basamentale degli edifici, connotandone fortemente le murature e contribuendo alla formazione di “geografie di alterazione” che hanno un notevole impatto anche sull’immagine complessiva della città. Il rapporto con l’acqua, connaturato al sito, ha comportato nel tempo una tradizionale tolleranza nei confronti delle forme di degrado fisico ad essa correlate che, a tratti, fa parte della fisiologia di questo luogo e, nella storia della cultura della città, ha assunto anche una valenza poetica e culturale. Tuttavia, la forte accelerazione ed escursione dei fenomeni, nel corso dell’ultimo secolo, rende urgente il contrasto dell’aspetto […]


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Si ricorda che dal 1 Gennaio 2018 sono scattate nuove norme per la commercializzazione dei sacchetti di plastica forniti dai venditori ai consumatori. L’aspetto rilevante è che da tale data tutte le tipologie di borse di plastica non potranno più essere omaggiate, ma distribuite esclusivamente a pagamento con l’indicazione di una distinta voce di spesa sullo scontrino fiscale o fattura. Tale obbligo riguarda sia le borse monouso che quelle riutilizzabili. Anche se la ratio appare incomprensibile e ogni tentativo di chiarimento del legislatore non convince, purtroppo gli obblighi previsti dal maxiemendamento sul Mezzogiorno recante le nuove e più restrittive disposizioni riguardanti le “Nuove regole per la commercializzazione dei sacchetti di plastica” (legge di conversione 3 agosto 2017, n. 123) sono chiari. Questi i principali divieti: 1) è vietata la commercializzazione di borse di plastica in materiale LEGGERO (con uno spessore della singola parete inferiore ai 50 micron) fatte salve le borse ultraleggere (spessore pareti inferiore ai 15 micron con materia prima rinnovabile non inferiore al 40% ), ma solo per utilizzo di imballo primario per generi alimentari freschi 2) è permessa la commercializzazione di borse di plastica riutilizzabili solo per il trasporto secondo le specifiche riportate in tabella 3) è […]


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13 dic 2017

FISCO? BUROCRAZIA? Roba da matti!       Senza le opportune modifiche l’insieme dei provvedimenti di impatto fiscale rischiano di essere un salasso da 107 milioni di euro di nuovi costi per le imprese artigiane venete. “E’ giunta l’ora, in questo Paese, di cambiare il fisco”! Anche Confartigianato Venezia alza la voce ! Le imprese artigiane si sentono soffocare: troppa burocrazia e nessun passo coraggioso sul fronte del fisco, anzi. A tal punto che denunciano: “Burocrazia e Fisco?” Roba da Matti ! E lo stampano su delle “camicie di forza” che diventano il simbolo di uno Stato che le imprigiona e che si comporta in modo schizofrenico. Queste le richieste al Parlamento contro le Complicazioni fiscali e l’appello alle coscienze affinché le imprese non vengano più usate come “bancomat”.  


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